Rimini Rimini

Il nuovo mondo di Galatea

post dedicato a tutti gli amici riminesi ed in particolare a Ruzino, che spero non me ne vogliano per come, da straniera, parlo della loro città

L’unica cosa che ho capito bene di Rimini è che è un posto strano. Cosa che si può dire di ogni città al mondo, per cui come intuizione convengo che non è un granché.

E’ un posto strano perché sembra una città spaccata, come se fosse costruita a cavallo fra due universi paralleli: da un lato il lungomare, con i suoi hotel scatoloni parcheggiati in fronte all’Adriatico, e ai bordi delle stradone, larghe come arterie americane pronte a perdersi nel niente dell’infinito, un pullulare di negozi di chincaglierie a poco prezzo, piadinerie, pizzerie, gelaterie tutte con i menù e i cartellini illustranti la merce sottotitolati in russo, tanto che ti chiedi se per caso non hai sbagliato l’uscita del teletrasporto, e sei finito…

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Chiarimenti.

Uno dei miei venticinque lettori mi ha detto che dell'ultimo post non si capiva una mazza.
E' vero.
A volte cerco di tradurre degli aspetti tecnici giuridico-costituzionali che i giornali non spiegano (nel pezzo precedente, l'impossibilità per il Presidente del Consiglio di minacciare la crisi di governo a seguito di voci critiche in seno alla propria maggioranza parlamentare: semplicemente non può aprire la crisi, che viene originata da fattori esogeni quali il voto di sfiducia, il gravissimo disaccordo tra membri del governo, il ritiro di un gruppo di appoggio – evenienza verificatasi in questi giorni).
Purtroppo però, spesso tendo a sintetizzare eccessivamente troppi dati e riferimenti in un racconto surreale incomprensibile anche per gli addetti ai lavori: me ne scuso.

Picolìn 2

Picolìn

Posso dire con sollievo – facendo i debiti scongiuri – che Picolìn sembra aver superato la subdola aggressione della gabbietta comunista.

Ora cammina un po’ zoppo, usando la zampina, che si è atrofizzata come gli arti di quei santoni indù dei libri di Salgari, a mò di gamba di legno.

Il che non gli impedisce di continuare a fare Juri Chechi appeso alle sbarre del tetto…