Brevi 2.

I funzionari di Cancelleria di un remoto Ufficio del Giudice di Pace si ribellano al Giudice coordinatore. Pianti, assenze per malattia in massa, esposti, sciopero pignolo. Pretendeva da loro l’esecuzione di un compito ignobile e avvilente: lavorare.

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Bel concerto di chitarrista brasileiro accompagnato da avvenente e brava pianista. Il tipo seduto alla mia destra è avvolto da un’aura acida vomitevole. Reflusso esofageo, opino. Trascorro un’ora e mezzo rivolto, molto discretamente, verso la tipa alla mia sinistra.

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Pim pum pam. Crash. Bang bang. Bang. Ah. Ah. Aagh. Aagh. Bang. Pum. Pim. Aaaaah. Aaah. D-j-a-n-g-o. La “D” è muta. Dopo avere visto questa cazzata di film penso che, se l’aspirazione di Tarantino è quella di diventare un regista italiano di serie B anni ’70, sia sulla buona strada per realizzarla.

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Stamane.

Stamane al risveglio hai la testa appannata, perché ieri hai bevuto un paio di rossi friulani, buoni, poi un sangiovese scadente, dopo cena un cincinino di grappa per farti la bocca, hai tirato abbastanza tardi perché il corpo e la mente si ribellassero e ti imponessero il letto, e adesso hai bisogno di coccole e vorresti accanto una donna che ti accarezzasse.

Stabilisci, poi, correlazioni arbitrarie tra il “Notturno” op. 9 n. 2 di Chopin, “Amaramente” di Renato Carosone e “Roma nun fa’ la stupida stasera”; e tra “Per me è importante” dei Tiromancino e “Baltimore” di Randy Newman.

Segno dei tempi (punk’s not dead).

Così, io e la prole ce ne stavamo a cenare quieti quieti in un ristorantino in centro, carino, buono, in una piccola piazzetta che ancora tratteneva il calore della giornata estiva.

Il tavolino a fianco, quasi gomito a gomito, era occupato da due ragazze sui venticinque, sorridentemente chiacchieranti vis – a – vis: carine e tiratine, pelle abbronzatina satinata, capello moretto lunghetto lucido con ciuffo d’ordinanza e, ci potete giurare, passerina curata come un praticello all’inglese. Snif!

Sicchè, a un certo punto, non ricordo come né perché, quella accanto mi ha rivolto la parola e – nel breve discorso susseguito – le ho domandato che lavoro facesse.

“L’Avvocato” mi ha risposto con sorriso di sufficienza e occhione malizioso (io ero messo come il porco, camicia indiana di cotonina stazzonata, braghette e sandalo).

“Ah, sì? E dove?” le ho chiesto con calda voce di ruolo e aria indagatrice.

“Ma, per la verità non è che faccia proprio l’Avvocato” fa lei, un po’ confusa e in castagna “sto studiando, vorrei partecipare al concorso in Magistratura perché, sai, la mia aspirazione sarebbe lavorare nella Pubblica Amministrazione”.

“Beh, in bocca al lupo”.

“Sì, sì, ci vuole, comunque io accetterei qualunque posto da Magistrato giudicante in giù!”.

“E perché limitarsi, diamine, ma facciamo anche da Magistrato giudicante in su”, ho chiuso, scosso da siffatti nobili ideali e diluendo il trauma in un paio di sorsate di Prosecco, e mi era venuta voglia di andare fuori di testa e ballare sul tavolo sghignazzando pazzamente al suono di una roba come questa

http://www.youtube.com/watch?v=L1cHSoARzS0

Poi c’era la prole, il cagnino, il Prosecco e due pesciolini, la serata estiva era tiepida, ho rinnovato in bocca al lupo, mi sono tenuto per me i miei pensieri nichilisti new wave e al diavolo tutto quanto.

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L’ultima moda è non presentarsi ai Magistrati.

Inizia Berlusconi, chiamato a testimoniare (tecnicamente dicesi s.i.t., sommarie informazioni testimoniali) dai PM di Napoli nel procedimento penale che lo vede come persona offesa di un giro ricattatorio.

Niet, non va punto e basta; anzi, per perdere tempo si fa un giretto a Bruxelles dove viene tenuto a distanza e quasi messo alla porta.

Nel frattempo deposita tramite legali un atto, dicesi “memoria”, nella quale racconta una versione dei fatti dove da una parte, stranamente, attenua la condotta dei presunti estorsori (la persona offesa, di solito, ha tutto l’interesse a vederli condannati), dall’altra ha cura di precisare in Roma il luogo dei versamenti di denaro.

Il teste può essere, se renitente, accompagnato in via coattiva; capita spessissimo, anzi a volte gli si infligge un multone; la possibilità è concreta ma viene presa a pretesto per sbandierare i soliti intenti persecutori delle Procure.

Berlusca, per ora, la fa franca in corner perché il G.I.P. di Napoli, al quale era stata chiesta la revoca della custodia cautelare in carcere di Tarantini, non l’ha concessa dichiarandosi (preliminarmente, cioè senza entrare nel merito della richiesta) incompetente per territorio: a decidere, dice, dev’essere il G.I.P. presso il Tribunale di Roma.

La questione non è di poco conto perché un processo penale deve essere radicato e deciso davanti al Giudice competente per territorio, se no tutti gli atti sono nulli.

Vedremo cosa succederà; intanto prendiamo atto del fatto che, come sempre, i megafoni della maggioranza confondono le cose sparando che “Berlusconi ha fatto bene a non presentarsi perché i Pubblici Ministeri erano incompetenti”.

Cazzata: lui doveva prestare l’esame, a prescindere: se poi le indagini fossero o meno passate a un’altra Procura, la testimonianza rimaneva agli atti; e un comportamento come quello del Berlusca rappresenta un pericoloso precedente.

Lo segue a ruota, difatti, Scajola, che in veste di imputato circa la famosa casa rifiuta di essere interrogato perché, si giustifica tramite legali, “secondo noi in questo processo c’è gente che non ha detto la verità”.

Diobono, ottima idea, adesso quando un cliente viene chiamato a rendere interrogatorio si va dal PM e gli si dice di no "perché secondo me quelli che mi inchiodano dicono delle stronzate".

Poi ci si aspetta anche che archivino il processo con tante scuse; anzi, gli si danno pure due ceffoni tanto per gradire.

E allora come si fa a non strabuzzare gli occhi, saltellare qua e là sconvoltamente al suono di una roba così?

http://www.youtube.com/watch?v=by0JjaNLk_A

Anche la musica è importante. 'Ste cose qua, negli anni '80, non succedevano.