Personalismi 12. Mimnermo.

Scrivo dal cellulare. Oggi i miei fratelli hanno portato nostro papà al pronto soccorso. Debole, dicevano. Penso al caldo torrido, al poco bere – acqua, non sangiovese. Arrivo a dare il cambio. Mio papà straparla, vaneggia. A differenza di mia mamma, nessuna familiarità con l’Alzheimer. É sempre stato roccioso, tosto, ci siamo scannati per tutta la vita. I fratellini lo vedono ancora così. Vanno via. Mi viene il groppo. Troppo presto, troppo presto. Tac e tutto il resto. Aspetto, sono le tre passate. Lui fa cenni aerei con le mani. Adesso dorme. Una vecchia pastrugna le lenzuola. Un’altra arriva in lettiga, la bocca senza denti spalancata a risucchiare aria inconsapevole. Monitor. Io non me ne andrò così, attorniato da strumenti che non comprenderò, strappandomi gli aghi con mosse inconsulte. Io non me ne andrò. Io me ne andrò.

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Un commento su “Personalismi 12. Mimnermo.

  1. Luisanna ha detto:

    Tutto così triste e drammatico. Tutto così maledettamente normale.

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