Confesso: ho votato Grillo, non me ne vergogno ma ho fatto una cagata!

Ebbene sì. La domenica delle elezioni mi sono recato – come si dice in puro stile carabinierese – alla mia sezione, perchè io non sono uno di quelli che non votano o votano scheda bianca o la annullano volontariamente. Ero indeciso da giorni sul da farsi. Berlusconi neanche per idea (a meno che non mi sganciasse un centomila non olezzante sull’unghia). Bersani & co. mi causano produzione di latte alle ginocchia. Monti si era comportato egregiamente da battitore libero ma si è dimostrato inadatto a sopravvivere nella giungla politica, circondandosi di personaggi inquietanti o perlomeno discussi (solo per mero esempio: Mario Sechi, già cane da guardia di Berlusconi in tutti i talk show pre caduta del sullodato; Lorenzo “Mr. Who?” Cesa, più noto per le vicissitudini giudiziarie che per l’azione politica; Gianfranco Fini, poveraccio, stimato da una parte per avere affrancato la destra dai retaggi del fascismo ed essersi affrancato da Berlusconi e massacrato dall’altra per avere tradito i nobili ideali del fascismo e avere tradito Berlusconi). Ingroia, rozzo e violento. Giannino non pervenuto. I radicali mi hanno sempre avuto dalla loro parte ma sono divenuti da anni gli zombi di sè stessi in balia del dispotismo del sempre più farneticante Pannella.

Ho espresso un voto di c.d. protesta. Il cinquestelle, pensavo, non è antipolitica. E’, da qualsiasi angolatura la si voglia vedere, politica. Meglio che mettere la fetta di salame nella scheda. Tanto, pensavo, non succede niente. Un voto in più o uno in meno. Poi si scopre che sono diversi milioni che l’hanno pensata come me. E adesso il comico mattocchio spinge sul tasto della fuoriuscita dall’Euro, dell’inadempimento dei debiti come qualsiasi italiano lestofante. Tiene il Parlamento per i coglioni. Rimbrotta o censura i poco fedeli alla linea. I pittoreschi rappresentanti del cinquestelle terranno duro in questa condotta demenziale o saranno corrotti in breve, come a suo tempo la Lega, dai vizi e dalle trame di Palazzo, che poi trame non sono più di tanto ma le normali – e democratiche – procedure di abboccamento funzionali alla formazione di una maggioranza parlamentare coesa e di un Governo stabile?

Vedremo. Per il momento confesso: mi sa tanto, ma proprio tanto di avere fatto una cagata.

§

P.S.: Ho assistito a uno spettacolo teatrale (Discorso Grigio) di un gruppo che si chiama Fanny & Alexander. Ero positivamente prevenuto nei loro confronti da “West”, visto l’anno scorso. Tensione in scena fino alla totale esplosione nell’assurdo. Mi è piaciuto un casino. A Ghino ha fatto schifo. Quando gli ho detto di Grillo non mi ha neppure guardato troppo male.

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2 commenti su “Confesso: ho votato Grillo, non me ne vergogno ma ho fatto una cagata!

  1. luigi bastonliegi ha detto:

    E’ ora di affidarsi tutti al processo della “rincrescita felice”. Io ho comperato la pallina di alluminio che lava senza detersivo, ma siccome la Cia mi aveva messo un microchip nel cervello, poi avevo sempre l’impressione che le mie mutande fossero sporche. D’altra parte, alla Cia era venuto male a un piede e la mutua l’ha mandà a Vercelli. Sono contento di una cosa: non ce n’è neanche uno, di quei somari, che sia stato mio allievo e che io abbia promosso; e che io abbia votato

  2. ruzino ha detto:

    Se si torna ai seggi, mi sa che stavolta prendono l’1%.
    (P.S.:Il commento, come sempre, meglio del pezzo)

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