Santusconi.

Mi sono visto – non ho potuto esimermi – Servizio Pubblico, iersera.

L’obiettivo, immanente, di cuocere a fuoco lento Berlusconi dopo anni di confronti indiretti, mi pare solo parzialmente centrato.

Santoro e Barlusconi sono due pesi massimi, due uomini in grado di suonarsele per davvero; eppure il match è stato – per la gran parte della trasmissione – signorile, e ciascuno potrà dire di esserne uscito bene.

A Berlusconi vanno tributati il coraggio di averci messo la faccia e la prestanza fisica per avere retto circa tre ore di diretta televisiva, a volte parando (pur nella opinabilità del pensiero) con serietà le stoccate degli intervistatori, a volte ricorrendo a espedienti da vecchio imbonitore nello snocciolare circostanze non verificabili.

Peccato per la caduta di stile finale, dopo il discorsino sottile di Travaglio: la monotona lettura di uno scritto preparato da altri da parte di Berlusconi (evitabile?), l’interruzione e la mancata stretta di mano da parte di Santoro (evitabili? pareva serio e assente durante le vignette di Vauro, come rimuginando un rimorso): ma toni accesi forse attesi da tutti.

E poi?

Volendo trarre dei significati ulteriori rispetto al merito, irrilevante (perché più che l’arrosto qui si è visto, e ha contato, il fumo, un gran bel pezzo di televisione, ottimo spettacolo, intrattenimento puro, e gli italiani trarranno – come sempre – le conseguenze politiche che più gli piacciono dalla simpatia verso gli atteggiamenti dei contendenti più che dalla sostanza), credo – a mio parere – che abbiano dannatamente ragione i radicali quando sostengono che vadano ripristinate le tribune politiche, che la politica televisiva non possa più passare attraverso i talk show.

La formula è frusta; e penso che la gente sia stata già abbastanza vessata dai dibattiti degli ultimi dieci e rotti anni, in cui i protagonisti si scannavano a botte di dati incontrollabili (“il 15% del 10% …”), insulti più o meno volgari, affermazioni autoreferenziali (“noi abbiamo fatto … voi non avete fatto …”); li evito accuratamente da mesi e mesi.

Insomma, quello che provo è di avere assistito a una rappresentazione in via di declino: un malinconico Buffalo Bill Wild West Show dove decrepiti cow boys, cavalleggeri e pellerossa trotterellavano stancamente, consapevolmente, in un’ultima sarabanda.

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2 commenti su “Santusconi.

  1. luigi bastonliegi ha detto:

    Sì, effettivamente ad un certo punto mi è sembrato pure finto come un incontro di wrestling. Ma il punto è un altro: c’è una certa percentuale di Italiani, attorno al 25-30, che froda il fisco per poter andare a puttane, e non per tenere viva l’ecomomia o per favorire la ripresa, semplicemente per andare a puttane. Si scandalizzano per le auto blu, le scorte e i costi della politica e gli stipendi dei parlamentari non per motivi etici, ma perché son tutte risorse sottratte al puttineccio. Costoro non possono votare né Monti, né Bersani, né Grillo e meno che mai Ingroia. Non possono che essere contenti che il nuovo testa di morto in bombetta sia tornato ed agiti più di prima il rinnovato poffarbacco. Se non ricomincerà l’orgia dei buontemponi ne vedremo di ancor più belle. Si preannunciano tempi interessanti, in senso cinese.

  2. ruzino ha detto:

    Il testa di morto in bombetta mi ricorda molto Gadda…
    Ciao!

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