Servizietto pubblico.

C’è da dire che la mai troppo prematura scomparsa politica di Berlusconi ha azzerato il thrilling di una delle trasmissioni televisive più amate e odiate, Servizio Pubblico: niente telefonate minatorie in diretta, duelli all’ultimo calembour Bersani/Lupi, drammatiche dirette di Ruotolo con operai-minatori-valligiani disperati.

Giovedì sera è stato Matteo Renzi show, a riprova della fascinazione che sempre esercita sugli italiani un’abile, furbo e carismatico parolaio, il cui merito principale consiste nel sopportare il peso di una città affollata, oltre che da immigrati, prostitute e spacciatori, da gente rozza, infida e cattiva: i fiorentini.

Una noia mortale, tanto che Fini, nonostante tutte le sfighe gragnuolategli sul capo da cognati e consigli regionali, è riuscito a fare la figura del signore.

Il meglio del programma lo offrono il solito buon vecchio Travaglio e due gnocche di prima: quello scricciolino di Giulia Innocenzi, dal morbido intelligente sguardo ciglioso, e la fatata acuminata Luisella Costamagna.

Si spera, per le prossime puntate, nel topless.

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4 commenti su “Servizietto pubblico.

  1. Oreste ha detto:

    ..altro che aldo grasso!

  2. ruzino ha detto:

    Lungi da me l’idea di rubare il mestiere altrui.
    Ciao,
    r.

  3. luigi bastonliegi ha detto:

    tranquillo, è già ritornato: ci voleva il paletto di frassino, a quanto pare

  4. ruzino ha detto:

    cazzo, l’ho evocato!

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