Segno dei tempi (punk’s not dead).

Così, io e la prole ce ne stavamo a cenare quieti quieti in un ristorantino in centro, carino, buono, in una piccola piazzetta che ancora tratteneva il calore della giornata estiva.

Il tavolino a fianco, quasi gomito a gomito, era occupato da due ragazze sui venticinque, sorridentemente chiacchieranti vis – a – vis: carine e tiratine, pelle abbronzatina satinata, capello moretto lunghetto lucido con ciuffo d’ordinanza e, ci potete giurare, passerina curata come un praticello all’inglese. Snif!

Sicchè, a un certo punto, non ricordo come né perché, quella accanto mi ha rivolto la parola e – nel breve discorso susseguito – le ho domandato che lavoro facesse.

“L’Avvocato” mi ha risposto con sorriso di sufficienza e occhione malizioso (io ero messo come il porco, camicia indiana di cotonina stazzonata, braghette e sandalo).

“Ah, sì? E dove?” le ho chiesto con calda voce di ruolo e aria indagatrice.

“Ma, per la verità non è che faccia proprio l’Avvocato” fa lei, un po’ confusa e in castagna “sto studiando, vorrei partecipare al concorso in Magistratura perché, sai, la mia aspirazione sarebbe lavorare nella Pubblica Amministrazione”.

“Beh, in bocca al lupo”.

“Sì, sì, ci vuole, comunque io accetterei qualunque posto da Magistrato giudicante in giù!”.

“E perché limitarsi, diamine, ma facciamo anche da Magistrato giudicante in su”, ho chiuso, scosso da siffatti nobili ideali e diluendo il trauma in un paio di sorsate di Prosecco, e mi era venuta voglia di andare fuori di testa e ballare sul tavolo sghignazzando pazzamente al suono di una roba come questa

http://www.youtube.com/watch?v=L1cHSoARzS0

Poi c’era la prole, il cagnino, il Prosecco e due pesciolini, la serata estiva era tiepida, ho rinnovato in bocca al lupo, mi sono tenuto per me i miei pensieri nichilisti new wave e al diavolo tutto quanto.

————–

L’ultima moda è non presentarsi ai Magistrati.

Inizia Berlusconi, chiamato a testimoniare (tecnicamente dicesi s.i.t., sommarie informazioni testimoniali) dai PM di Napoli nel procedimento penale che lo vede come persona offesa di un giro ricattatorio.

Niet, non va punto e basta; anzi, per perdere tempo si fa un giretto a Bruxelles dove viene tenuto a distanza e quasi messo alla porta.

Nel frattempo deposita tramite legali un atto, dicesi “memoria”, nella quale racconta una versione dei fatti dove da una parte, stranamente, attenua la condotta dei presunti estorsori (la persona offesa, di solito, ha tutto l’interesse a vederli condannati), dall’altra ha cura di precisare in Roma il luogo dei versamenti di denaro.

Il teste può essere, se renitente, accompagnato in via coattiva; capita spessissimo, anzi a volte gli si infligge un multone; la possibilità è concreta ma viene presa a pretesto per sbandierare i soliti intenti persecutori delle Procure.

Berlusca, per ora, la fa franca in corner perché il G.I.P. di Napoli, al quale era stata chiesta la revoca della custodia cautelare in carcere di Tarantini, non l’ha concessa dichiarandosi (preliminarmente, cioè senza entrare nel merito della richiesta) incompetente per territorio: a decidere, dice, dev’essere il G.I.P. presso il Tribunale di Roma.

La questione non è di poco conto perché un processo penale deve essere radicato e deciso davanti al Giudice competente per territorio, se no tutti gli atti sono nulli.

Vedremo cosa succederà; intanto prendiamo atto del fatto che, come sempre, i megafoni della maggioranza confondono le cose sparando che “Berlusconi ha fatto bene a non presentarsi perché i Pubblici Ministeri erano incompetenti”.

Cazzata: lui doveva prestare l’esame, a prescindere: se poi le indagini fossero o meno passate a un’altra Procura, la testimonianza rimaneva agli atti; e un comportamento come quello del Berlusca rappresenta un pericoloso precedente.

Lo segue a ruota, difatti, Scajola, che in veste di imputato circa la famosa casa rifiuta di essere interrogato perché, si giustifica tramite legali, “secondo noi in questo processo c’è gente che non ha detto la verità”.

Diobono, ottima idea, adesso quando un cliente viene chiamato a rendere interrogatorio si va dal PM e gli si dice di no "perché secondo me quelli che mi inchiodano dicono delle stronzate".

Poi ci si aspetta anche che archivino il processo con tante scuse; anzi, gli si danno pure due ceffoni tanto per gradire.

E allora come si fa a non strabuzzare gli occhi, saltellare qua e là sconvoltamente al suono di una roba così?

http://www.youtube.com/watch?v=by0JjaNLk_A

Anche la musica è importante. 'Ste cose qua, negli anni '80, non succedevano.

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2 commenti su “Segno dei tempi (punk’s not dead).

  1. anonimo ha detto:

    Non succedevano, ma cadevano gli aerei ed esplodevano i treni e le stazioni: il tutto, credo a questo punto, per creare i presupposti di una società in cui queste cose potessero succedere; però buona la grappa che mi hai mandato
    LBL

  2. anonimo ha detto:

    Erano anni in cui ne sono successe, di cose epocalmente brutte. Però erano anche anni di maggiore spessore, a tutti i livelli, e se una aveva l'ideale di diventare Magistrato (ho iniziato l'Università nell'82) non era solo per "entrare nella P.A."; se un politico veniva beccato in faccende penalmente rilevanti era politicamente finito e non è mai accaduto che creasse un conflitto con un altro potere dello Stato (aprendo la via a una pericolosa destabilizzazione dell'ordinamento costituzionale) per difendersi.
    Se no arrivava Sid Vicious e gli spaccava il basso sui maroni.
    Adesso ascoltano ledi gaga e i politici, semplicemente, rifiutano di farsi giudicare: mica protestando la propria innocenza, ma affermando che i giudici ce l'hanno con loro.
    Non so come si sia scivolati in questo clima (a dir poco) superficiale e ansiogeno, e non so se gli accadimenti degli anni '80 ne siano la causa.
    Però, prosit.
    Ciao,
    Ruzino

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