Il fondo dei fondi.

Quando ho letto le ultime uscite dei nostrani politicanti ho avuto la rappresentazione mentale di uno che si riempia la bocca di merda e poi parli: proprio proprio: sputacchiando schizzetti marroni, la cagarella colante agli angoli dei labbri, le gengive e i denti imbrattati.

Questa la raffigurazione immediata nel sentire che si vuol tradurre in precetto costituzionale il vincolo di pareggio del bilancio, e modificare l’art. 41 Cost. introducendo il principio secondo cui “è libero tutto ciò che non è espressamente vietato dalla Legge”.

Ora, io ammetto serenamente di non capire una cippa di economia (superai macro all’Università ricavando tutte le formule del moltiplicatore keynesiano e i grafici dei neomonetaristi, eccetera, onde ridurre il librone a qualche pagina di appunti, poi ho fatto tabula rasa), ma ho per il diritto quel tanto di pratica e di rispetto per pensare che affermazioni di tal genere siano delle sonore cazzate per abbindolare gli sciocchi.

A parte la assurdità del prevedere che il pareggio di bilancio sia un obiettivo fondante la Costituzione di un Paese e passibile di inserimento come la clausola di un atto costitutivo societario, quid juris se non lo si raggiunge? Sciogliamo lo Stato?

E poi l’idea di far capire bene agli italiani quel che sanno già da soli (e che d’altronde è già contenuto nel dettato dell’art. 41 Cost. secondo il quale l’iniziativa economica privata è libera, ma forse i Nostri vogliono liberalizzare al massimo anche quella pubblica?), ossia che possono inculare il prossimo a sangue finchè non arriva qualcuno che gli mette i ferri ai polsi? Semplicemente demenziale; proviamo a immaginare altre applicazioni analogiche in altre materie: tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero a meno che qualche Legge non dica il contrario; tutti hanno il diritto di trombare liberamente le gnocche che vedono per strada salvo contrarie disposizioni di Legge; vi è libertà di professare qualunque fede religiosa in qualsiasi forma, purchè non vietata dalla Legge.

Della proposta Calderoli di ridurre il numero dei parlamentari a casaccio, diminuire l’età dell’elettorato passivo, consentire l’approvazione delle Leggi a un ramo solo del Parlamento e, dulcis in fundo, chiamare finalmente Premier il nostro beneamato (con poteri di nomina dei Ministri, scioglimento delle Camere eccetera, era ora, eccheccazzo!), parliamo un’altra volta.

Abbiamo toccato il fondo? Finchè le belle pensate di siffatti personaggi passano indisturbate non ne sarei tanto sicuro.

Post frettoloso e grezzo, ma non se ne può più.

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