Train, in vane.*

Ci sono gli uomini del fare e quelli del non fare. Io appartengo alla seconda categoria.

Gli Uomini Del Fare hanno la capacità, l’attitudine, la caratteristica di tradurre immediatamente in atto i loro pensieri; chiamasi volontà, piglio decisionale, sano pragmatismo: ad esempio: mi scappa da cagare = cago (Freud ha tratto felici deduzioni sul superamento della fase anale), voglio divorziare = sgancio per te e i mocciosi, scopro di desiderare di essere femmina = mi strappo l’uccello a mani nude, il posto migliore dove far passare la TAV è la Val Susa = sono cazzi vostri.

L’Uomo Del Fare non perde tempo. Organizza le proprie giornate secondo piani quinquennali. Si divide tra un lavoro massacrante, apicale e ben remunerato (con mansioni di top job area consulting manager, hardly workerfucker, senior frequent sneaker), sport molto sportivi ed estremi (parapendio senza paracadute, sci alpinismo a piedi nudi, diving nella Fossa delle Marianne, trekking nel deserto del Queensland nutrendosi solo di carogne di aborigeni, offshore – inteso come creazione di società matrioska all’estero, ciascuno indossando l’appropriato e costosissimo cronografo), sbattimento della dolce metà.

L’Uomo Del Fare rientra al focolare domestico con il proprio pesante fardello. Niente di meglio, per scaricarlo, che impastare un po’ le tette e fottere la donna del fare.

[Excursus: la donna è, per propria intima natura, “del fare”. A una storia d’amore di qualità elevatissima e irripetibile per sentimento e passione preferisce il “fare”, solido, tangibile, affidabile. Se così non fosse, sarebbe una cattiva donna, una cattiva madre, e non vi pianterebbe su due piedi per un Uomo Del Fare. D’altronde un cazzo, comunque lo giri, è un cazzo. Quod non est in actis non est in mundo: perché sprecare insulse paroline d’amore quando è molto più semplice comunicarlo con un anellone o un resort per due alle Andamane? La routine quotidiana la manda in sollucchero, sfrigola come il gateau appena infornato per cena. Accetta di buon grado di fungere con regolare cadenza da strumento svuotapalle dell’Uomo Del Fare. Sa che un siffatto individuo, maschio alfa alfa superdominante, è garanzia di pagnotta, proprietà immobiliari, assegni di mantenimento per lei e la futura prole. Come tutte, cercherà di cambiare l’Uomo Del Fare in qualcos’altro. Poi si farà scopare dall’antennista.]

Insomma, l’Uomo Del Fare potrebbe anche essere in fondo in fondo un gran bravo ragazzo, a parte un grave difetto: oltre a decidere per sé decide anche per gli altri.

In tutto ciò ha buon gioco, dal momento che la sua capacità lo pone in contatto con altri Uomini Del Fare insieme ai quali giunge a manovrare le leve di controllo economiche e politiche. Se si potessero contaminare le risolute, e spesso grossolane, decisioni degli Uomini Del Fare con i filosofemi degli uomini del non fare, il mondo sarebbe di gran lunga migliore.

Ma gli uomini del non fare sono di solito occupati in attività tanto più profonde quanto più marginali e vane, tipo scoprire che un pezzo di Marilyn Manson suonato a rovescio nasconde “Munastero ‘e Santa Chiara” di Peppino di Capri, oppure riflettere sull’inutilità di far passare la TAV in Val Susa; oppure trasmettere tutto il proprio amore quando fanno l’amore, e iscriversi a un corso di antennista.

* Il titolo parafrasa quello di un notissimo brano dei Clash, "Train in vein".

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...