Accanimento terapeutico.

Quando il Generalissimo Francisco Franco morì, ci mise un bel pezzo.

Ero ragazzino; seguivo giorno per giorno con raccapricciata curiosità l’evoluzione degli interventi chirurgici subiti dal Caudillo, minuziosamente riportati dai quotidiani con l’ausilio di disegnini esplicativi: ieri gli avevano tolto un pezzo di intestino, oggi un altro, poi un pezzo di stomaco e così via; mi chiedevo fino a che punto un corpo umano potesse essere squartato e sezionato e mi rendevo, comunque, conto della necessità che Franco fosse artificiosamente preservato in vita per risolvere gli inevitabili problemi della sua successione senza che si scatenasse un pandemonio.

Così è – metaforicamente parlando – di Berlusconi.

Quest’uomo è politicamente morto: nulla ha più da dire.

Ma fino a quando non verrà dichiarato tale sarà assistito e usato dai suoi, ciascuno per le sue buone ragioni.

Mi viene da pensare che nell’incontro avuto ieri con Bossi e Tremonti non sia stato lui a rifiutare ogni ipotesi di dimissioni, come riferito alla stampa; ma sia stato Bossi ad imporgli di restare al suo posto fino a che la Lega non abbia incassato un pesante credito elettorale, cioè il federalismo.

Bossi sa che Berlusconi non può reggere per molto, e ha fretta.

Prova ne sia l’irrituale tentativo di far passare in extremis il federalismo fiscale municipale nelle forme del decreto legislativo, atto unilaterale del Governo, dopo che il parere negativo della Commissione bicamerale aveva stoppato il procedimento legislativo ordinario.

E gli altri, eletti o nominati, i fidi e obbedienti scherani: personaggi di nessuna legittimazione politica, pedoni sulla scacchiera: che si troveranno all’improvviso senza alcuna protezione e lavoro: li vedi stravolti a giurare sull’innocenza del capo, a berciare schiumanti contro i magistrati cattivi: che pena, che pena.

Mi paiono luridi maneggi ereditari al capezzale di un morto.

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4 commenti su “Accanimento terapeutico.

  1. anonimo ha detto:

    Mi sembra che ogni raffronto un qualsiasi dittatore europeo sia privo di fondamento, non solo o non tanto perché un pirla qualsiasi come mr. B non ha la crudeltà tipica di certe tenebrose figure storiche, ma soprattutto perché Franco, Mussolini, Hitler o Stalin non erano proprietari del partito nè dello stato. Anche quelli di loro che avevano figli non pensavano minimamente di lasciare loro in eredità la carica perché la carica non era una loro proprietà privata; il fatto è che qualsiasi entità che garantisce oggi il potere al nostro eroe (il partito, le televisioni, lo stesso flusso abnorme e osceno di contante) è di sua proprietà; lui può lasciare la politica solo allo stesso modo in cui può lasciare una sua proprietà: liquidandola, vendendola o lasciandola in eredità ai figli; ed è ovvio che questa proprietà diminuirebbe di valore una volta che fosse palese che lui si mostri intenzionato ad alienarla, quindi tutto ciò, dal punto di vista fattuale, è semplicemente impossibile.
    Non c'è crisi politica che possa fermarlo; solo crisi finanziaria, mancanza di fondi o cause naturali. Per tornare al caudillo, la crisi del suo sistema politico non è dovuta alla sua morte, evento inevitabile e prevedibile, ma alla morte del suo successore designato, Carrero Blanco, che è stato fatto saltare dalla strada sul tetto di un palazzo insieme alla sua macchina. Ma Franco non aveva televisioni, case editrici o partiti da lasciare letteralmente in eredità ai figli. Nel nostro caso invece avremo Marina o Piersilvio, e non Fini o Casini o chissachì; Senza contare l'eredità spirituale, della quale in Italia non ci libereremo per almeno due o tre generazioni.
    LBL

  2. ruzino ha detto:

    @ LBL:
    Beh, sì, ma.
    In effetti, il parallelo che tentavo di stabilire era tra la lunga agonia del Caudillo, che venne mantenuto in vita (se così si poteva definire) il più possibile mentre si organizzava la sua successione; e la lunga agonia di Berlusconi quale Primo Ministro, che a questo punto mi pare venga mantenuto in carica per volontà dei suoi: di Bossi (la mancata realizzazione del federalismo, unica ragione dell'alleanza, rappresenterebbe un irrimediabile fallimento), e dei vari lacchè (i quali si troverebbero letteralmente col culo per terra e sono interessati a procrastinare la fine, sperando nel frattempo in una transizione che li garantisca).
    Ho portato fuori tema parlando di maneggi ereditari (licenza poetica; mi sembrava di ricordare qualche fiaba orrida dove i figli si litigano i campi mentre il vecchio padre tira le cuoia).
    Ma la domanda immanente al pezzo è: in tutto questo, cosa fa l'opposizione?

  3. Ciclofrenia ha detto:

    Ci siamo quasi, stringiamo i cazzo di denti.

  4. ruzino ha detto:

    @ Ciclofrenia:
    Gli è che mi cominciano a dolere assai le mandibole.
    Ruzino

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