Perchè tanto odio?

… contro di me e il mio governo, si chiede el Berlusca nacionàl intervistato da Vespa, come riporta oggidì il Corriere della Sera.
Poiché “Finchè gli italiani mi vorranno alla loro testa, al loro fianco per combattere in nome della libertà e della democrazia è mio dovere rispondere a così tanta fiducia dedicando a questo tutte le mie energie”.
Alla loro testa.
Alla loro testa.
Alla loro testa.
Per saperne di più sulle funzioni e le modalità di nomina del Presidente del Consiglio in Italia (che non si chiama Premier, non ne ha le attribuzioni e non sta – e preghiamo non stia mai più – alla testa di nessuno) rimando ad un qualsiasi testo di diritto costituzionale.
Poi uno si chiede perchè.
 

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15 commenti su “Perchè tanto odio?

  1. anonimo ha detto:

    Però è vero che finché lo votano non c'è niente da fare. Dice che non mette le mani nelle tasche, ma diminuisce gli stipendi: e lo votano. Dice che la crisi non c'è, poi invece che c'è: e lo votano. Dice che non paga le donne, e poi invece le paga: e lo votano (anche le donne). Convince gli italiani che il loro problema principale è essere intercettati dalla magistratura (e li ho sentiti io, dei pensionati in gita domenicale in torpedone, preoccupati che un magistrato li intercettasse) e così questi lo votano. Quando smetteranno di votarlo, vorranno appenderlo ad un distributore; ma sarà già scappato.Luigi Bastonliegi

  2. anonimo ha detto:

    Guarda cosa ha detto a Bruxelles.Il problema è che le cose che dice, per quanto allucinanti, entrano indisturbate nelle menti dei suoi elettori e lì germinano.Altro problema, la tentazione dell'italiano di delegare le responsabilità a un condottiero.Ultimo, secondo me, la tardiva distributoristica ritorsione dell'italiano sul condottiero del proprio errore, consistito per l'appunto nell'avergli delegato tutte le responsabilità: come dire: fai te, fai te; hai fatto te? mo' paghi.

  3. anonimo ha detto:

    Errata corrige: a Parigi, non Bruxelles. Stanchezza, gatta frettolosa.Ruzino

  4. galatea72 ha detto:

    Ecco, quello che a me lascia basita alle volte in Berlusconi è proprio la sua incapacità di capire che il politico è un mestiere che alle volte può portare la gente ad odiarti. Esattamente come qualsiasi altro mestiere, e anche se lo fai bene. Io sono insegnante. So che alcuni alunni mi odieranno. Anche se io faccio semplicemente il mio mestiere. Mi daranno della gran zoccola perché do loro dei quattro, anche se meritatissimi. Mi augureranno la morte, e pensando alle dipartite più atroci e dolorose. Ogni volta che penseranno a me, anche fra duemila anni, mi chiameranno. "quella stronza!". Fa parte del gioco. La parte più infantile, dittatoriale e preoccupante del carattere di Berluscono sta nel suo non riuscire ad accettare che qualcuno non lo ami.

  5. anonimo ha detto:

    Yeah, Galatea.
    Permettimi una ulteriore considerazione.
    Ho avuto insegnanti tostissimi che distribuivano 3 e 4 come le caramelle, temutissimi, ma non odiati perchè giusti (se ricordati come stronzi, lo saranno in modo sempre affettuoso).
    L’esercizio individuale del potere era connaturato al loro ruolo: il professore è uno.
    Berlusconi pretende gli venga riconosciuto (reputandosi giusto) un potere individuale che l’assetto costituzionale, nel prevedere una interdipendenza tra istituzioni, esclude accuratamente.
    Tale pretesa è odiosa (e porta alcuni a odiare anche la sua persona) e lo diversifica – supposto che al giorno d’oggi, tra una maniera di governare “di sinistra” e uno “di destra”, non vi siano sostanziali differenze – da qualsiasi altro politico: scelte politiche dell’uno o dell’altro segno produrranno mugugni o antipatia, ma non odio.
    Tutto ciò risulta incomprensibile non solo al Berlusca medesimo, ma al “suo” elettorato, che credo composto da gente che lo ama (l’atto di fede non è raziocinante), da gente ignorante che se la beve, da gente senza scrupoli che ci guadagna.
    I primi due gruppi sono quelli che poi, quando si svegliano e si incazzano, passano al distributore; il terzo cade sempre in piedi.
    Ciao, Ruzino

  6. anonimo ha detto:

    @ Galatea.La parola chiave è mestiere. Anni fa, nella mia relazione finale dell'anno di prova, mi permisi di scrivere che l'insegnamento è un mestiere, e come tutti i mestieri deve essere fatto con decenza. Alludevo alla radice latina del verbo decet, per significare quel sentimento di aver soddisfatto il proprio onore svolgento con onestà i compiti che l'insegnante deve assolvere. Il preside mi garrì immediatamente addosso che il nostro non è un mestiere, ma una professione, implicando forse, al di là del nominalismo modernello, il fatto che il professionista deve contentare il cliente senza badare troppo a regole d'arte. Un altra affermò (eravamo nell'ufficialissimo colloquio finale) che mostravo disprezzo nei confronti dei colleghi che con la professionalità si facevano un mazzo così mimando con pollici e indici delle sue mani uniti un'immaginaria circonferenza che ella supponeva del summenzionato mazzolin di fiori che vien dalla montagna. Ignorava ella che mazzo è voce del dialetto calabrese di origine greco-bizantina che significa "sfintere anale" e che la criconferenza mimata alludeva allo stato della sullodata parte del corpo dopo ripetute operazioni vietate dalla chiesa.Ora c'è qualcosa di ancor più modernello nell'aria, anzi, d'antico: è tornata la parola missione a sostituire pure la professione, inferendo forse il fatto che lo stipendio in realtà sia superfluo.Ma la cosa che mi chiedo, e ho letto tutti i libri, e ho visto tutti i film, se sia possibile farsi il mazzo alla missionaria.

  7. anonimo ha detto:

    Ah, già. Luigi Bastonliegi

  8. galatea72 ha detto:

    @ruzino: L'ignoranza crassa di molti su quelli che sono i fondamenti delle regole democratiche alle volte mi lascia basita. Anche nei commenti dei vari blog, il mio compreso, spesso ti senti fare dei ragionamenti che farebbero vergognare chiunque avesse assistito anche ad una sola lezione di educazione civica alle medie.@Luigi Bastonliegi: A me sta cosa che l'insegnamento è una missione dà sui nervi. Quando vado a scuola non faccio volontariato, ci vado perché è il mio mestiere e vengo pagata per farlo. E mi incavolo come una iena quando si dà per scontato che io debba, per esempio, fare ore in più gratis o seguire anche i casi difficili nel mio tempo libero e al di fuori delle mie competenze specifiche come se fosse un mio dovere, altrimenti non sono davvero una brava insegnante. No, io non vivo l'insegnamento come una missione. E se avessi la vocazione per fare la missionaria, andrei in Africa, non a scuola. 😦

  9. rasoiodiockham ha detto:

     Propongo una riflessione più micro. L’esercizio individuale (ed esclusivo) del potere, peraltro non conosciuto da nessun ordinamento democratico (fondato appunto sulla divisione dei poteri), trae origine dal vizio privato noto come mancanza di senso del pudore; Berlusconi, revisionista ed impresentabile Leviatano, incarna infatti il più mirabile esempio di mancanza di senso del pudore che la nostra politica abbia mai conosciuto. Dal suddetto difettuccio discende un’articolazione particolaristico-clientelare (e dunque individualista) degli interessi, che è sì e da sempre italico malcostume, ma che adesso è diventata un cancro invasivo e pervicacissimo in virtù di cui tutto, proprio tutto, è permesso. Se si dissente, o si prova a difendere lo status quo, che al cospetto dello sfacelo attuale pare oro, si diventa immediatamente faziosi, comunisti, forcaioli, antiquati. E naturalmente, gente che odia. Mi chiedo: ma dove si è mai visto un potere che fa appello in via esclusiva al sentire più primitivo e viscerale della gente, un potere che parla solo e soltanto alla pancia delle persone? Muore il pensiero come atto raziocinante, muore la dialettica, muore l’italiano corretto, diventato roba da intellettuali che puzza di vecchio. Il gelminiano progetto di demolizione della scuola pubblica (specie delle elementari, come se ci meritassimo dei figli coglioni per cominciare in bellezza), non è che il naturale corollario di quanto detto sopra.Infine, sul mazzo alla missionaria, libri e film a nulla servono: basta solo un po’ di contorsionismo.   

  10. anonimo ha detto:

    Appunto, volevo dire che mi piace molto che tu usi la parola mestiere, la più onesta, nobile e adatta.Tutto il resto era uno sfogo di rabbia.Liegi Bastonliegi

  11. anonimo ha detto:

    Ah, no, sono Luigi. Liegi è mio fratello. Fin da piccoli ci confondevano. Abbiamo anche due uguali account su flickr

  12. anonimo ha detto:

    @ L.BL.: Anch'io definisco il mio come mestiere. Me ne dà un'idea artigianale (come in effetti, se fatto bene, è). E "(dulce et) decorum est", in tal caso, farsi il mazzo. Che pare sia operazione praticata anche in ambito ecclesiale.@ Rasoiodiockham: Oggi hobbesiana e anche un po' jungeriana (cfr. "Oltre la linea"), e @ Galatea: Mi spiace constatare anche che l'etichettamento sia quello di "colto" = di sinistra, "ignorante" = di destra; che oltre a non essere vero, presuppone inoltre una accezione negativa della cultura come vuoto e sterile chiacchiericcio, e positiva dell'ignoranza come sano buon senso pratico. Sull'ignoranza prosperano i berluscoidi di ogni epoca. Ne accennavo a fantacollage. Ci vorrebbero più badilate di cultura per tutti.

  13. anonimo ha detto:

    Parlo dell'etichettamento (labelling approach) corrente, voluto dai berluscoidi e affini, ovviam.Ruz

  14. anonimo ha detto:

    Altra domanda sarebbe: perchè proprio in Italia? Abbiamo avuto il fascismo e ne siamo usciti con difficoltà e lutti dopo 20 anni. Abbiamo costruito un paese democratico. E poi? Eccoti un populista stile America latina, falso e bugiardo come gli dei di Dante Alighieri. Forse gli italiani hanno bisogno di un capo, che si chiami Crispi o Garibaldi o Berlusconi, indipendentemente da tutto' Mah!                                                                   1 saluto (senza odio)

  15. anonimo ha detto:

    Agli italiani piace delegare (cfr. primi commenti di L.BL. e miei).E al tempo stesso hanno ancora una concezione del potere politico come "comando" e non come "governo" (copio le recenti definizioni di Fini che mi appaiono efficaci).Per cui, secondo me, il 90% della popolazione non conosce il significato della parola "democrazia".Infine, il "perchè tanto odio" è uno sporco plagio dai fumetti di Edika, che venivano pubblicati su Totem negli anni '80 – '90.Ciao, Ruz

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