L’ultima, ma veramente l’ultima, e che sia l’ultima.

Comunque, finito Iron Man in dvd, sorge epifanica, dalla tele rimasta sul secondo canale, l’Ultima Parola di Paragone Gianluigi.
Non mi piace erigermi a difensore d’ufficio delle sinistre; fatto sta che il programma è vomitevole del suo: una sorta di contrappunto all’Infedele del lunedì, di Ballarò che viene di martedì, e di Annozero del giovedì, se non fosse che conduttore ed ospiti sono tutti dello stesso colore.
Si parla di casa Scajola: il fatto viene equiparato ad acquisti immobiliari più o meno favorevoli spuntati da politici di sinistra (probabilmente causa parte di prezzo in nero, non si sa): ciò che è importante è creare casino nella testa dei telespettatori, tanto che la sostanziale differenza tra le due fattispecie, cioè il pagamentone provenuto da un terzo ed il correlativo dubbio su quale fosse la contropartita di tale regalia, non viene neppure adombrata.
E poi, non si capisce dove vorrebbe andare a parare questa (invero, inesistente) analogia: Scajola è innocente (allora lo sono anche i politici comunisti), oppure sono tutti indistintamente colpevoli, oppure Scajola è comunista?
Secondo affanno è quello di tutelare il buon nome dei giornalisti ingiustamente accusati di essere servi di Berlusconi.
Per il che, mostrato parte del D’Alema show di Ballarò contro il povero Sallusti, e di uno scambio verbale Travaglio – Porro, si dice che anche il primo lavorò per Berlusconi avendo pubblicato quattro libri con la Mondadori ed il secondo pure, allorquando scriveva per Il Giornale (peraltro allora diretto da Montanelli).
Per inciso, nessuno nega espressamente il proprio asservimento a Berlusconi: per dimostrare il contrario seguono difatti spezzone di Sabrina Guzzanti ad Annozero e immediata reprimenda della zia Michela Brambilla sui malevoli attacchi alla nostra grande Italia che creano discredito all’estero.
Difesa del capo sempre immanente, sempre in prima linea.
Insomma, anche qui i nostri propinano le stesse identiche cazzate che sparano all’Infedele, Ballarò e Annozero, ma senza contraddittorio, a ruota assolutamente libera: derivandone una sconsolante, lobotomizzante, analfabeta, ipocrita rottura di maroni che sola ben riassume il titolo del programma e giustifica l’assoluta indisponibilità a una seconda visione.

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4 commenti su “L’ultima, ma veramente l’ultima, e che sia l’ultima.

  1. kreben ha detto:

    capisco che bisogna conoscere per capire,  tuttavia come un tempo per l'utilissimo confetto FALQUI (basta laparola), per risparmiarsi una inutile discarica (visti i nomi) tanto valeva risparmiarsi anche la prima visione. Grazie comunque per l'avviso che evita una inutile perdita di tempo.

  2. anonimo ha detto:

    Grazie per la visita e per lo spunto mnemonico sull'ottimo Tino Scotti.In effetti, già che c'ero avevo ritenuto giusto non rifiutare a priori la visione ma cercare di capire se nella trasmissione ci fosse qualcosa di buono.Ma gli argomenti, proposti in modo riduttivo e parziario (dacchè la critica di "analfabetismo", concettuale e non sintattico), ed il taglio assolutamente unilaterale, ne fanno un prodotto di nicchia godibile solo da chi è contento di sentire ciò che gli piacerebbe sentire.Ciao,Ruzino

  3. anonimo ha detto:

    Bisogna ringraziare il digitale terrestre, se non si è comprato il decoderLuigi Bastonliegi

  4. anonimo ha detto:

    Ciao Luigi!Cercherò di ritardare il più possibile la digitalizzazione.Ma lo pseudonimo ti è venuto dopo il Famous Grouse (o era Wild Turkey)?Ruzino

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