Picolìn.

E così ho un criceto, si chiama Picolìn (e come se no?), è bianco con una strisciolina grigia lungo la spina dorsale e, pur nella sua piccola intelligenza cricetina, quando poso la mano a cucchiaio nella gabbietta ha imparato a salirle sopra, a fidarsi di me e farsi grattare piano sotto la gola: sa che poi lo metterò a terra per un poco di libertà, quanto basta perché non si rintani nei pertugi di casa o rosicchi i cavi degli elettrodomestici.
Domenica mattina, tardi, passando di fianco alla gabbietta ho scorto un mucchietto di pelo; di solito dorme a quell’ora, si sveglia di sera, mi sono avvicinato a guardare.
Picolìn era a testa in giù, incastrato con una delle zampine posteriori tra una sbarra e il beverino, immobile: morto!!! Sussulto e groppo.
No, l’ho toccato e si è svegliato; l’ho liberato con attenzione; trascinava la zampina, orribilmente lussata e storpiata.
Doveva essere rimasto incastrato durante la notte, cadendo giù dalle sbarre del cielo della gabbia alle quali si sospende nei momenti di noia nera; poi strattonando la zampa e agitandosi per liberarsi, tutta la notte e fino all’esaurimento delle forze, incurante del dolore atroce come le creature selvatiche dei libri del Grande Nord canadese che talora recidevano a morsi l’arto preso nella trappola dei cacciatori.
Gli sto dando un antibiotico, formaggio, verdura; forse sopravviverà anche perdendo la zampina.
Questo, per quanto mi riguarda, è l’unico evento schifosamente memorabile di domenica 13 dicembre 2009.
Di quell’altro, a essere sincero, non mi dispiace neanche un po’.
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11 commenti su “Picolìn.

  1. anonimo ha detto:

    M i dispiace sinceramente per Picolìn, che ho avuto l’onore di conoscere personalmente. Prego di partecipargli da parte mia e di Marfisa i sensi della più sincera solidarietà e gli auguri di pronta guarigione. Per l’altra faccenda, invece, non mi viene in mente niente.
    N.H.M.M.

  2. anonimo ha detto:

    Picolìn è grato a te e Marfisa nel suo picolo cuore.

    Ruzino

  3. anonimo ha detto:

    Ma oggi, a Milano, sentivo la gente che diceva: "Certo che quel piccoletto se l’è cercata". Allora io mi domando, come quella famosa rivista a fumetti, "Perché tanto odio?" per un povero criceto, per giunta. Viviamo in un paese crudele, vittima di una cultura che considera nocivo ogni roditore.
    N. H. M. M.

  4. anonimo ha detto:

    Adesso faccio il serio.
    Oggi, semiappisolato dopo pranzo con TV soporifera, scanalo e, transitando sul 2, "Il fatto del giorno" promuove con striscia scorrevole sottostante la puntata di domani: "Domani parte la finanziaria mentre il PDL attacca la campagna di odio dell’opposizione nei confronti del premier".
    Ma come stracazzo si fa a rinfocolare così i sentimenti più biechi della gente? E in un programma visto – dato l’orario – perlopiù da persone casalinghe e in genere prive di strumenti critici e logici per difendersi, propinato sotto apparenze salottiere leggere, e dove perciò la propaganda è tanto più insidiosa e muscolarmente efficace di quella di un Porta a Porta.
    Siamo messi come il porco, come si dice da noi.
    Ultimamente, mi sono comperato dei Totem in un remainder’s: apprezzo la citazione.
    Ciao, N.H.M.M., anche da parte di Picolìn, che è animalino ed è buono per natura e non odia nessuno; fossero tutti così.

  5. anonimo ha detto:

    Scusa ma, con tutto l’affetto, sbagli a fare il serio. Bisogna invece fare il pirla, ridere, dire scemenze, sbavare e pisciarsi addosso, scoreggiare negli ascensori e mettere le caccole nella tasca delle giacche degli altri (vediamo se indovini la citazione), finché, una volta entrato in società, tu abbia l’occasione di lasciare di te un ricordo imperituro. Un souvenir, diciamo.
    N.H.M.M.

  6. galatea72 ha detto:

    Ma povero Piccolin!
    Però non darei così per scontato al tesi dell’incidente…non sai che su Facebook ci sono numerosi gruppi di odiatori dei criceti?

    Auguri al piccolo. Baciotto.

  7. anonimo ha detto:

    Grazie, Galatea, per l’empatico augurio!

    @ N.H.M.M.: sorry, non ci arrivo sulla citazione delle caccole nella tasca della giacca.

    Ruzino

  8. anonimo ha detto:

    D’Annunzio, La Leda senza cigno. Racconto segìto da una licenza. Milano, Mondadori, 1939, p. 108 (Lo ammetto, era un po’ difficile):
    "Il fiato di tutti quegli uomini che s’accalcano nel Tribunale sembra appestare la città intera. Ciascuno di costoro ha messo la sua unghia listata a bruno nei buchi fatti dal piombo alla veste dell’ucciso, e con quella stessa unghia s’è levata la càccola dal naso partigiano e l’ha deposta cautamente su la manica del suo prossimo.
    Non c’è dunque altra bandiera che quel soprabito bucato e un po’ di biancheria sporca? Non c’è altro grido d’allarme e di riscossa che il falso rugghio avvocatesco?"
    E insomma, come si diceva, si perde tempo in frivolezze mentre ci stanno fregando.
    Spero che Picolìn si rimetta presto e torni a ruzzare.
    N. H. M. M.

  9. ruzino ha detto:

    La zampata del letterato!
    Non ci sarei mai arrivato.

  10. anonimo ha detto:

    Dimenticavo. E’ vero, in Tribunale un sacco di gente – non solo gli avvocati – ha l’alito pestilenziale, fegatoso, bilioso. Una volta uno mi parlava, dovevo stare girato dall’altra parte per non vomitare. Poi si è anche adombrato perchè pensava che facessi il supponente.

  11. anonimo ha detto:

    Lascio un commento tra il serio e il cricetoN.H. M.M.

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