Light.

Ultimamente le cose stagnano: nessun intervento più sopra le righe del solito da parte dei vari politicanti, soliti incendi in Liguria, morie di pesci, pianeta stremato, clima variabile che occupa i telegiornali.
Così ripenso all’estate ahimè trascorsa e a qualche pigra mattina, o sonnolento dopopranzo, addolciti dal calore trasmesso a pallini dalle tapparelle abbassate mentre scanalavo quietamente la televisione nell’inevasa aspettativa di un filmino godurioso.
Cosa vorrei, cosa avrei voluto?
No Totò. Dovunque andassi, ero perseguitato dal mascelluto De Curtis che non mi faceva ridere da piccolo nè, col senno di poi e nonostante la paziente presa d’atto di revisionismi vari, da grande. Bestemmia? Non me ne vogliate.
Telefilm nostrani o tedeschi di adesso, manco per.
Sicchè concludo lamentando che quest’estate, come pure peraltro quelle immediatamente passate, né la Rai né Mediaset hanno colto l’opportunità di programmare qualche antiquato sfizietto nei loro palinsesti.
Ciò che avrei visto con sommo piacere, in quei primi mattini, o primi pomeriggi, e prime serate, tirando le somme, con un bicchiere di vino bianco freddo a portata di mano e due brustulini:
1)      Il prigioniero (telefilm psichedelico anni ’60, un tipo è segregato su un’isola dalla quale tenta di fuggire con vari stratagemmi venendo sempre riacchiappato; interessanti i costumi, l’ambientazione futuribile/ottocentesca ed il pathos).
2)      I casi dell’agenzia “O” (telefilm b/n derivato da Simenon, grande thrilling).
3)      Agente Speciale (ogni commento è superfluo; devo però ammettere che era stato dato anni or sono da La 7 di sabato mattina).
4)      Sherlock Holmes (serie di film TV memorabile).
5)      Appuntamenti in nero (sceneggiato TV in poche puntate tratto dall’omonimo giallo di Cornell Woolrich, con un giovanissimo Daniel Auteuil).
6)      L’uomo dagli occhiali a specchio, L’uomo dei venti (sceneggiati TV, gialli, il secondo con Orso Maria Guerrini).
7)      L’avventura del grande nord (telefilm, sempre con Orso: la canzone della sigla era bellissima – I wanna go – mentre veniva inquadrata la lunga fila dei cercatori d’oro che percorrevano il miglio in salita fino al passo che li separava dalle terre del Klondyke).
8)      Quelli della domenica (spettacolo TV con Paolo Villaggio che faceva Kranz: io metto qui piccolo pelouche…).
9)      Le avventure di Ciuffettino (ottimo per spaventare i bambini, altro che Freddy Krueger e stronzate similari).
Aspetto la prossima estate. Se ci arrivo.
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