Watchmen.

Sicchè ho convinto i miei amici ad andare a vedere Watchmen, spettacolo 22.30.
Avevo letto il fumetto (adesso si dice graphic novel, con modaiola ipocrisia – o forse è l’ipocrisia a essere molto di moda) di Moore & Gibbons nell’88-’89, allegato in piccole dispense alla rivista Corto Maltese, ero giovane, ne ero rimasto affascinato, l’ho riletto e spizzicato dopo averne comperato la ristampa uscita tra i classici del fumetto di Repubblica (formato più grande, traduzione meno efficace).
Chi stronca il film non ha letto il fumetto, il libro, l’opera o come la volete chiamare.
È uguale: i volti degli attori sono identici a quelli disegnati, le scene riproducono minuziosamente quelle delle tavole: le differenze? Una colonna sonora potente (ammiccante alle ultime generazioni che si sono perse Dylan, Hendrix, K.C. & the Sunshine Band e via discorrendo) che accompagna gli accessi di iperviolenza di questi supereroi devianti, talune semplificazioni rispetto al soggetto originale, che non vi dirò e che nulla tolgono alla comprensione del messaggio, e una ulteriore sottolineatura dei caratteri dei nostri: del Comico, il cui amorale cinismo viene spinto sino all’estroflessione dei risvolti umani troppo umani dell’eroe negativo, dell’umile Rorschach, solitario alfiere di un’ossessiva ricerca della Verità e del Bene condotta con stoica spietatezza, maschera tragica e sacrificale, di Nite Owl e Silk Spectre, coreuti del contrappunto della ragionevolezza e dell’equilibrio, di Jon Osterman/Dr. Manhattan, divinità dal cazzone blu che tutto può e che risolve – assumendosene le colpe – i disastri dell’umano agire, di Veidt/Ozymandias, l’eroe-tutto-buono, un algido e machiavellico persecutore del fine giustificato da ogni mezzo che nessuno vorrebbe avere come amico.
Insomma, gli elementi della tragedia greca ci sono tutti, a inoculare, per chi li voglia comprendere (non è difficile), germi di riflessione sulla idiozia degli uomini, le degenerazioni del potere, la catastrofe ambientale.
Il film andrebbe proiettato nelle scuole o alla tele all’ora di pranzo.
Perché, come dice il Comico, il sogno americano "… si è avverato".
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4 commenti su “Watchmen.

  1. anonimo ha detto:

    Il mio eroe è Rorschach (non sono io ad essere chiuso qui dentro con voi, siete voi che siete chiusi qui dentro con me) sarò sociopatico?
    N. H. M. M.

  2. anonimo ha detto:

    Ciao, M.M.
    No, è il più simpatico (sarò sociopatico anch’io?).
    Devo svecchiare il blog, ma negli ultimi tempi sono stato massacrato dal lavoro.
    Alle prossime.

  3. anonimo ha detto:

    Caro Ruzino ti sollecito, come giurisperito, ad un commento alle ultime vicende italiane, non esclusa la cenetta del berlusca e di Al Fano con due giudici della C. C. Io ho già scritto una lettera al New Frontiersman.
    N. H. Rorschach

  4. anonimo ha detto:

    provvederò.
    per il momento, rilevo – non sapendo le regole che disciplinano analoga fattispecie dinanzi alla C.Cost. – che l’art. 51 c.p.c. prescrive l'”obbligo” di astensione del giudice qualora (n. 2) “commensale abituale” di una delle parti, nonchè la “facoltà” di astenersi qualora esistano “gravi ragioni di convenienza”; l’art. 36 c.p.p. addirittura fa rientrare (lett. h) le suddette gravi ragioni tra i casi obbligatori di astensione.
    questo, da un punto di vista puramente tecnico.
    poi, che la gente non abbia più la capacità di discernere e incazzarsi, è un altro paio di maniche.
    cari saluti

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