Jammin’ in the name of silvio.

Se leggete un quotidiano qualsiasi, noterete che anche oggi c’è la consueta polemichetta sui giudici.
 
Premesso che effettivamente quella dei giudici è una casta, e che se state sul cazzo a uno – e per caso gli fate capire, anche tra le righe, che è uno stronzo a comportarsi male con voi usando il suo potere – lui, per dimostrare che non ce l’ha con voi ed è assolutamente imparziale, vi farà perdere tutte le cause della vostra vita e passerà parola agli amici: di solito quando cause e processi arrivano in Cassazione le sentenze sono fatte veramente di fino, da gente di solito seria (a parte casi noti ed eclatanti) che non guarda in faccia nessuno ma serve solo il diritto e se ne sbatte il cazzo delle bagatelle e delle antipatie di paese.
 
E allora leggete della sentenza che assolve uno – già condannato per spaccio di fumo (97 grammi) – in quanto rasta e semplice consumatore.
 
Il principio è quello già applicato in una marea di sentenze analoghe: se si dimostra (non è facile, occorrono un tot di testimoni e, insomma, una certa pubblicità del proprio stile di vita) che si fuma come delle bestie tutti i giorni, che 97 grammi di fumo vi durano meno di un mesetto, che si dispone di adeguati redditi per mantenere il vizietto, e non vengono rinvenuti attrezzi (bilance ecc.) per lo spaccio o denari ricavati dallo spaccio, ebbene, la detenzione del fumo non è a fini di spaccio ma per uso personale e non venite condannati: a parte le altre misure amministrative che vi pioveranno sul groppone, tipo ritiro della patente, obbligo di seguire un programma di recupero e altre amenità.
 
Prontamente i nostri politici (tra i quali, non facciamo nomi, Gasparri) hanno fatto a gara a chi diceva la stronzata più grossa: da “i giudici sono impazziti” a, la migliore (Gasparri), “adesso tutti quelli che spacciano diranno che sono rasta così non vengono condannati”.
 
Il tutto, ovviamente, per proclamare neanche tanto subliminalmente la solita puttanata del berlusca perseguitato dai giudici matti e la legittimità del suo stracazzo di decreto-impunità.
 
Già mi sembra di vedere, trasportato dal Gasparri-pensiero, stuoli di bancari cocainomani che si fanno crescere i dreadlocks; affiliati delle cosche della più varia criminalità italiana, albanese e chi più ne ha più ne metta, portare in giro la roba con furgoncini con l’effigie di Bob Marley, e radio reggae station sprangata fissa: chi li ferma più adesso?
 
Anzi, mi è venuta una idea.
 
Applicando estensivamente la Gasparri-teoria a qualsiasi reato (perché i rasta soprattutto hanno una filosofia di pace e amore e non delinquono), non era meglio per tutti far diventare rasta per decreto anche il berlusca e le altre massime cariche dello stato, con obbligo di fumata quotidiana, invece di far passare – per ora, alla Camera – sto cazzo di norma di merda?
 
Fine della seconda lezione di diritto e procedura.
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2 commenti su “Jammin’ in the name of silvio.

  1. anonimo ha detto:

    ciao, Ruzino
    Eccomi qui di passaggio come promesso
    robo

  2. anonimo ha detto:

    Grazie Robo per la visita, e scusa se non ho risposto subito.
    Sono inattivo da un po’ causa stanchezza da video.
    Si riprenderà a fine estate, credo.
    Ruzino

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