il diritto sono io!

Vergognosa, come sempre, la campagna di delegittimazione dei giudici messa in campo dal berlusca nazionale ed accoliti.

A parte i pirotecnici articoli del Giornale, che anche i meno sgamati leggono con la dovuta prevenzione e facendosi quattro risate, le stronzate più insidiose, poichè subliminali, indirizzate direttamente a casa senza alcun filtro, recepite da un pubblico generico e indifeso di gente mediamente incolta e impreparata, e apoditticamente reputate obiettive in quanto emanate da mamma rai, provengono proprio dalla tv di stato.

Stasera, un roboante articolo del tg 2 tuonava scandalizzato contro la esorbitante durata dei processi, con rinvii medi di cinque mesi e spicci tra una udienza e l’altra, e con il 33% della popolazione carceraria in attesa di giudizio.

Il tutto, per fare apparire, chiaramente, i giudici come dei fannulloni o dei cretini (dacchè, implicitamente, le buone ragioni del perseguitato berlusca).

Ora, considerato il carico medio di ciascun magistrato (sia PM che giudici), che ammonta a oltre mille casi da trattare all’anno (ciascuno dei quali, specie i più complessi, si ramifica in una serie mostruosa di indagini e adempimenti vari, e ciò dal punto di vista puramente materiale, cui va aggiunto lo studio di ogni singolo caso in fatto e in diritto: il tutto richiede tempo!), un rinvio di cinque mesi da udienza a udienza (e si noti che non è che i rinvii siano a vuoto, è semplicemente perchè un processo si costruisce passo dopo passo, udienza dopo udienza: solo nei film americani – non nella realtà – fanno tutto subito) è veramente zero, è pochissimo, e gli stessi difensori bestemmiano perchè non riescono a starci dietro (anche loro hanno un bel casino di pratiche da curare, con relativi studi teorici e pratici ecc.).

Invece, la storia che un terzo dei carcerati sia in attesa di giudizio non c’entra proprio un cazzo con la lentezza dei processi: semplicemente, ha a che vedere con il fatto che la gente, di tutti i tipi ed estrazioni e nazionalità (non solo gli extra o i mafiosi, cioè), delinque a bestia e viene, di conseguenza, arrestata e posta in custodia cautelare in carcere, così come è sempre successo, e credo che il dato sia costante, comparando una maggiore efficienza delle forze dell’ordine con un aumento della criminosità generale della popolazione.

Infine, a far da panino alla notiziona, c’erano i casi di un paio di killers scarcerati per decorrenza dei termini di custodia cautelare.

Posto che la cosa è grave, siccome non erano dei gioppini qualsiasi, va detto che la sfiga colpisce qualsiasi lavoro, anche quello del fornaio, dell’idraulico e del notaio, a ciascuno dei quali capita di fare una mandata di pane colloso, montare una doccia che perde o stipulare un atto sbagliato: nel caso dei giudici, però, se su duecentomila ordinanze fatte bene all’anno ne capitano tre o quattro sfigate, giù tutti a bastonare e a dire che il sistema è sbagliato, che i giudici e i PM sono degli idioti e che occorre rifare la procedura penale (sospendendo i processi di berlusca & co. e inasprendo, al contempo, quelli degli altri).

Fine della prima lezione di procedura e diritto penale.

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