Pulp 1

Attraverso la strada sulle zebre con mio figlio a destra, il cane a sinistra, al piede, senza guinzaglio.
È sgombra: a sinistra un camioncino a venti metri sbarra la corsia; da destra arriva, lontana, una vecchia su un Ciao, con parabrezza.
Arrivati a metà, la vecchiarda non frena; ci fermiamo e lei ci sfila davanti irrigidita, lo sguardo rettilineo e vitreo; da sinistra un furgone di consegne alimentari aggira l’ostacolo e si fionda ruggendo nella strettoia tra noi e la cancellata alle nostre spalle.
Il cagnino si frizza guardando il furgone che in un attimo gli è sopra e lo strina con il differenziale anteriore, rotola sotto il pianale, schizza fuori di lato prima che arrivi la ruota posteriore a finire il lavoro.
C’ho l’occhio pallato; il conducente declina (rosa, rosae) le proprie generalità ad altri mentre porto il cane a braccia da veterinario vicino e amico: ivi, constatata la provvisoria assenza di emorragie, lascio in custodia le creature e rifò il percorso inverso, sempre a piedi, per recuperare la macchina.
Al semaforo aspetto che l’omino verde pedonale mi dia via libera: senza fretta, attraverso quando, a mezzeria, un suvvone nero (un bocchino coreano che si compra perché è grosso e costa meno degli omologhi teutonici: ridateci l’OM Leoncino, che è grande uguale e più charmante) arriva da dietro, svolta a dx dove sono io, mi sfiora davanti e monta quasi sul marciapiede opposto per passare lo stesso.
Il tipo, che mando mentalmente affanculo, sghignazza.
*
Estraggo la Glock col colpo in canna dalla fondina sottascella e scarico fulmineo una salva precisa attraverso il finestrino dei passeggeri e il susseguente lunotto: l’arma vibra e scalda la mano, il sonoro della moviola al rallentatore registra gli schiocchi dell’otturatore e il tintinnio dei bossoli sull’asfalto.
Il primo proiettile squarcia il vetro, la stanghetta degli occhiali scuri di marca e, cosa più importante, la parete temporo-occipitale del cranio del tipo, che va a sbattere sul montante di sinistra mentre il cervello gli esplode; gli altri fracassano il lunotto, trapassano la morbida resistenza dei poggiatesta e la delicata membrana della pelle del collo e impattano ora sulle vertebre, ora sui legamenti tendinei, roteano su se stessi, scardinano epistrofei e atlanti, e in egresso trascinano lacerti di carne e succlavie.
Il suv si schianta contro una betoniera e prende fuoco.
Il giornalaio dell’angolo ne parlò a lungo con gli amici.
 
* fin qui, tutto vero.
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2 commenti su “Pulp 1

  1. http://google.com ha detto:

    I really wonder the reason why you titled this specific posting,
    “Pulp 1 ruzino”. In any case I personally enjoyed it!
    Thanks for the post,Jeremy

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